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Roberta Privitera Pittore

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Non c'è niente di più difficile per un pittore veramente creativo del dipingere una rosa, perché prima di tutto deve dimenticare tutte le altre rose che sono state dipinte. (Henri Matisse)
 
  ACQUERELLI

L'acquerello od acquarello è una tecnica pittorica che prevede l'uso di pigmenti finemente tritati e mescolati con un legante, diluiti in acqua. L'acquarello è una tecnica popolare per la sua rapidità e per la trasportabilità facile dei materiali, che lo hanno reso la tecnica per eccellenza di chi dipinge viaggiando e all'aria aperta.

Il supporto più usato per questa tecnica è la carta che viene usata preferibilmente ad alta percentuale di cotone puro, in quanto la fibra lunga di questo vegetale non si modifica a contatto con l'acqua. La carta che si acquista in commercio si misura in grammi metro (peso di un foglio di 1 metro quadrato).

La stesura dell'acquerello può avvenire secondo tre tecniche distinte:

1.      per velature sovrapposte le quali, oltre a conferire forza e tonalità al colore stesso, conferiscono al disegno preparatorio solitamente eseguito a matita leggera, la necessaria profondità pittorica utile alla rappresentazione dei volumi, delle ombre e della luce;

2.      pittura bagnato su bagnato, ovvero la stesura del pigmento colorato effettuata sul foglio di carta bagnato in precedenza cosicché i colori si diffondano scorrendo e conferendo un aspetto soffuso al dipinto;

3.      pittura bagnato su asciutto in cui il pigmento viene steso dopo essere stato disciolto con una quantità d'acqua sufficiente a farlo scorrere sul foglio asciutto.

L'esecuzione è di per sé tecnica assai raffinata, dal momento che errori di esecuzione (quasi sempre dovuti alla scarsa manualità), difficilmente e diversamente dalle altre tecniche pittoriche, possono essere corretti mediante la semplice sovrapposizione di altro colore. Infatti il colore è trasparente e non nasconde la stesura sottostante.

Caratteristica di un buon acquerello è l'estrema "leggerezza" rappresentativa e la sua immediatezza espressiva, che per l'appunto, dal Rinascimento in poi, divenne strumento essenziale per gli studi preparatori dei grandi maestri e delle grandi opere.

Tale tecnica, tuttavia, è stata spesso utilizzata con efficacia anche nel disegno tecnico, soprattutto nell'ambito della progettazione meccanica, dove per es. assume particolare rilievo rappresentare (in particolar modo nelle viste in sezione) la consistenza e la tipologia dei vari elementi costruttivi, secondo colorazioni generalmente codificate.

 

ICONE

Le icone, con il loro profondo legame con il Medio Evo e l'arte bizantina, richiamano ad una vita semplice, spirituale; sono affascinanti per le soluzioni coloristiche e compositive originali che ne fanno allo stesso tempo oggetto di valore artistico e di culto, immagini profondamente ispirate.

L'epoca d'oro dell'iconografia furono il XIV e il XV secolo, sopravvivendo comunque a se stessa fino ai giorni nostri, non trasformandosi mai in pittura realistica, ma rispettando in rigorosa continuità il suo peculiare insieme di codici, modelli, ?exemplum? da imitare all'infinito grazie ai quali da sempre l'artista poteva e doveva mantenersi fedele alla tradizione iconografica.

Per la realizzazione delle icone, così come in passato, si utilizzano per la maggior parte tavole di tiglio o pino, più raramente abete o cipresso.

Secondo tecnica tradizionale, si prepara la tavola unendo diversi assi e rinforzandola con listelli incollati o zeppe ad incastro trasversali, si incolla una tela di lino o canapa, sulla quale si stende un fondo di gesso, affinchè non si formino fessure, curvature e screpolature sia del fondo che della pittura. 

Dopo un'accurata levigatura, si passa al disegno preparatorio i cui contorni vengono spesso incisi sul fondo per rendere sempre leggibile il disegno durante tutte le fasi successive. Segue la doratura dei fondi e di altre parti della composizione, con foglie sottilissime di oro o di argento; dopodichè l'artista mette mano ai colori.

Per preparare i colori si usano soprattutto pigmenti minerali (terre colorate), ma anche colori importati (ad esmpio il blu lapislazzulo). Come legante dei pigmenti si usa il rosso d'uovo. La sequenza di stesura dei colori è precisa: si copre prima il fondo, poi le montagne, gli elementi architettonici, le vesti ed in ultimo le parti scoperte del corpo. Quindi si passa a rifinire i dettagli.

Il linguaggio astratto dell'icona, le sue simbologie nei colori così come nei rapporti e proporzioni geometriche, si perpetuano nelle mie opere.

Rispetto però alla metodologia di realizzazione tradizionale, preferisco applicare la mestica in gesso direttamente su un'unica tavola di legno, perchè trovo che il craquelè e le piccole imperfezioni che nel tempo si creano grazie al movimento del legno (materiale "vivo" per eccellenza) siano un valore estetico aggiunto.

Ancora più gradevoli sono le icone realizzate su legno antico, in cui il soggetto sia parzialmente riprodotto, quasi fossero veri e propri "frammenti" d'antichi originali. Altra differenza sono le varie patine di antichizzazione che applico alla fine del lavoro.