Qui inizia la barra di navigazione, saltala Home Artisti Eventi e Notizie Pubblica gratis In Vendita
Sei in Home > Artisti > Pittori > Max Loy > Prefazione
Bookmark and Share

Max Loy Pittore

Qui inizia il menu di sezione, saltalo

 

 

MAX  LOY

pensiero & opere

     My channel on youtube

 

                                                                                                                                                                                                                                                         

Le sinergie sensoriali di Max Loy

 

 

 

Tra poesia e pittura si registra sempre un sottile, impercettibile gioco di ammiccamenti che vivificano il verso sulla pagina bianca e il dipinto sulla tela altrettanto bianca. La parola e il colore, segreti amanti nel carosello della vita, compongono, allora, l'opera dell'artista assorto nel decifrare l'enigma e arrivare alla perfezione oltre il limite del finito, nell'infinito leopardiano fatto di "interminati spazî... e sovrumani silenzî, e profondissima quiete".

Ed è in quel silenzio che Max Loy insegue "il raggio verde" di "una luce visibile per brevi secondi nelle chiare serate estive, subito dopo il tramonto del sole[...] al di là del mare": metafora di "una luce interiore più significante" che, nel sogno, identifica lo spirito con le stesse cose che ama.


Nel passaggio dall'esuberante figurativo della giovinezza al surrealismo astratto della più recente, matura sperimentazione, l'itinerario artistico di Loy si precisa attraverso un percorso intimo e nascosto di evasione dall'ovvio, di "ricerca dell'altrove", di studio dell'essenza nel tentativo di sempre rinnovarsi e "rinverdirsi".

C'è in lui, infatti, la volontà di uscire da dimensioni conosciute e saggiate per andare avanti, incamminandosi verso ciò che è dettato dallo spirito, oltre e sotto il livello della coscienza, al di là dell'immediatezza dell'esperienza sensoriale per cogliere l'anima delle sensazioni subliminali.

 

È il caso di questo acrilico su tela senza titolo, in cui le linee si susseguono in un sapiente accostamento di colori ora decisi ora sfumati, ma sempre accesi e intensi, per fare emergere una personalità che trova nei valori tonali di luce e ombra e nell'armonica, materica fusione di colore e forma quella " sottile Linea azzurra" dell' orizzonte, in taglio basso, cui da sempre Loy aspira: "il mare come vicenda esistenziale, fluidità, divenire; orizzonte come attesa messianica senza fine" . E che non è da intendersi come punto d'arrivo, ma diventa, moltiplicandosi nella sua evoluzione, momento d'inizio, nascita di un universo nuovo e rivelatore, forse quello vero, appunto, quello della grazia delle "libere associazioni mentali". La visione che Loy dipinge,  fatta di un'architettura futuristica - velieri o navicelle spaziali? palazzi o cattedrali? - e di veli cromatici orizzontali e verticali che svettano come violente sciabolate della spatola nell'aria e che tuttavia trovano nel loro accostamento una fusione euritmica, un ordine all'interno dell'apparente caos, rimanda alla pace di un mondo possibile dove il tempo scorra lento e sintetizzi colori e suoni, ma anche profumi e sapori, nella purezza di un Eden terrestre creato perfetto dalla mano di quell' "unico responsabile che tiene il timone di questa nave di folli ". Una fantasia o un sogno che è "puro colore in sembianza di sentimento" , come lui stesso spiega, e che scaturisce da sinergie sensoriali inconsce affidate alla tela: "amo questa mitezza dei toni, l'ariosità dello spazio, il calore degli aranci e dei gialli, il profumo di glicine dei violetti, la serenità degli azzurri, il loro continuo comporsi e dissolversi nel trascolorare delle tinte, amo questa superficie densa, crettata come terra assetata". 

 

Prof.  Alessandra Gaggini